ORTI URBANI E ROMA UN BEL DONO FATTO DALLA SINISTRA ALLA DESTRA LOCALE
Caro AMICO STORICO DELLA SINISTRA, Paolo Allegrezza, dato il tuo impegno di riflessione sulle vicende della sinistra locale penso che possa essere di tuo interesse il resoconto che segue.
Stamattina, alla presenza delle autorità comunali, sindaco Alemanno in testa, con giornali, televisioni, cittadini, funzionari……… e buffet, ha avuto luogo l’inaugurazione del primo “Parco ad Orti” nel Municipio XVI, lungo via della Consolata.
Sono state dette le parole necessarie, dai diritti dei bambini all’agricoltura sociale, dalla protezione delle aree verdi alla conservazione del rapporto città campagna……, parole in gran parte imparate a memoria, ma condivisibili.
Data la storia dell’iniziativa, che verrà di seguito sintetizzata, è evidente come la sinistra locale, che ha condotto le giunte precedenti, abbia fatto, in questo caso, un cospicuo dono alla destra.
Cronistoria minima:
>1900: Istituzione dei primi lotti ad orti urbani regolamentati in Europa;
>1960: Presenza di aree ad orti urbani regolamentati in diverse città del nord Italia;
1980: Avvio degli studi sugli orti urbani in Italia e delle sollecitazioni nei confronti dell’Ente locale Comune di Roma;
1984: Pubblicazione del volume “Orti Urbani una risorsa”, di Italia Nostra, con la Franco Angeli;
> 1984:
Continuazione delle sollecitazioni. Mentre nel nord Europa e nel nord Italia gli orti urbani vanno diventando una realtà sociale gestita a Roma rimangono un fenomeno spontaneo, con tutti i pregi ed i limiti che ciò comporta.
> 2000:
La cultura politico - ambientale ed urbanistica romana non raccoglie le sollecitazioni che vengono dalle associazioni e dagli esperti fino all’anno 2000.
In quell’anno i responsabili tecnici dell’Assessorato all’Ambiente del Comune, (Sindaco Veltroni, Assessore all’Ambiente Loredana De Petris, Direzione dell’Arch. Stefano Mastrangelo) istituiscono l’Ufficio Orti Urbani del Comune di Roma che avvia, con la consulenza dell’Associazione SAP (Silvicultura Agrocultura Paesaggio) il censimento degli orti urbani spontanei e la redazione del Regolamento.
Si propone in questa sede l’idea del “Parco ad Orti”.
Si avvia la progettazione del primo Parco ad Orti;
La Giunta che segue (Sindaco Veltroni, Assessore all’Ambiente Dario Esposito) conserva l’Ufficio Orti Urbani che continua a progettare l’unico “Parco ad Orti” ipotizzato, ma non lo realizza. Le sollecitazioni delle Associazioni e degli esperti cadono nel vuoto.
2008: Cade la Giunta Veltroni;
2010: Inaugurazione del primo “Parco ad orti”, con annunci di espansioni ed avvio di altre iniziative negli altri Municipi……
Conclusioni
Caro amico storico della sinistra, soprattutto locale, il primo Parco ad orti c’è. Hanno tagliato il nastro, si sono messi di profilo ed hanno fatto vedere come sono bravi e belli, hanno avuto in dono un cesto con le verdure ivi prodotte.
E’ probabile che rimanga l’unico per molto tempo, ma, comunque, c’è.
Quanto accaduto sollecita, necessariamente una domanda:
Perché la sinistra, a lungo al Governo della città ha perso questa opportunità di creare un servizio apprezzato dai cittadini, di utilità ambientale ed urbanistica, a costi minimi, con importanti ricadute di consenso potenziale ?
Le componenti della possibile risposta sono molte ed ogni lettore può svilupparle.
Và però esplicitato che chi avrebbe potuto fare, chi avrebbe potuto ascoltare, decidere, stimolare, organizzare, in altre parole, governare, e non lo ha fatto, ha prodotto un danno all’ambiente, alla città, ai cittadini ed agli elettori che avevano contribuito a che fosse in quel posto.
Tuo
Franco Paolinelli
Tags: orti urbani
LA SAPIENZA, MAZZEI (PD): «BENE PROTESTA NOTTURNA CONTRO RIFORMA»
LA SAPIENZA, MAZZEI (PD): «BENE PROTESTA NOTTURNA CONTRO RIFORMA»
RIPRENDIAMOCI IL PARCO ARCHEOLOGICO DI CENTOCELLE
RIPRENDIAMOCI ILPARCO ARCHEOLOGICO DI CENTOCELLE
19 giugno giornata di mobilitazione e Festa popolare
per il completamento del parco nel rispetto dei vincoli
Più lavoro, cultura e ambiente per le periferie
Ore 9 Parco lato via Papiria
“Sciopero a rovescio”
di lavoratori, cittadini e studenti per bonificare il Parco
Ore 16 Parco lato via Casilina n. 712 (parcheggio) e 760
Festa popolare
Stand, giochi, musica, sport, visite archeologiche.
Partecipano le scuole del territorio tra cui J.Piaget, Giovanni XXIII, Iqbal Masiq.
Musica con:
BANDARUSTICABANDAX diretta dal Maestro PASQUALE INNARELLA
ASUR - Artisti Socialmente Utili Roma
MATICES - Gruppo folklore andino
MARIACHI GUADALAJARA - Gruppo tradizionale messicano
SE…STA VOCE - Coro multietnico scuola IQBAL MASIQ
TUTTO PO’ ESSE - Stornelli in giro per l’idea
Coordinano SERENA DAMIANI e MARCO TULLIO DENTALE di ARTE KREATIVA
Ore 18,30: microfono aperto ai Comitati di quartiere e alle Associazioni del territorio.
Cdlt CGIL Roma sud - Comunità Territoriale X Municipio – Comitato Parco Archeologico di Centocelle – Comitato di quartiere “Don Bosco” – Comitato di quartiere Centocelle storica - Comitato di quartiere Torrespaccata – Comitato di quartiere Torpignattara – Comitato di quartiere “Villa De Sanctis” - Action diritti in movimento – Spi Cgil X Lega Tuscolano Comprensorio Roma sud – Ecologisti democratici Circolo “Alex Langer” - Ass. “Puntodisvista” Quadraro – Osservatorio Casilino - Rete Romana di Mutuo Soccorso.
Tags: CENTOCELLE, PARCO ARCHEOLOGICO
RIPENSARE IL CASILINO 23

RIPENSARE IL CASILINO 23
WORKSHOP INTERNAZIONALE DI RIPROGETTAZIONE URBANA
ASSOCIAZIONE CULTURALE CASALE GARIBALDI
Facoltà di Architettura “Valle Giulia”
S.A.C. - Corso di Laurea in Scienze dell’Architettura e della Città
Laboratorio di Progettazione 2A, Prof. G. Strappa A.A. 2009/2010
Con il Patrocinio della Consulta dei Beni Culturali dell’Ordine degli Architetti P.P.&C. di Roma e Provincia
Giovedì 17 giugno ore 9,00
- Presentazione del workshop
- Lavori dei seminari
Venerdì 18 giugno h. 9,00
- Lavori dei seminari
Dal Casilino 23 a villa de Sanctis
Venerdì 18 giugno 2010, ore 18.00
ASSOCIAZIONE CULTURALE CASALE GARIBALDI
Via Romolo Balzani, 87 (Villa De Sanctis) Roma
Saluti: Giammarco Palmieri (Presidente, Municipio Roma 6)
Sandro Sanguigni (Assessore all’urbanistica, Municipio Roma 6)
Pino Bendandi (Presidente Associazione culturale Casale Garibaldi)
Coordina: Giuseppe Strappa (Presidente del corso di Laurea in Scienze dell’architettura e della
città, Facoltà di Architettura “Valle Giulia”)
Intervengono: Marco Corsini (Assessore all’urbanistica, Comune di Roma)
Francesco Coccia (Direttore Dip. XVI - Politiche per lo sviluppo e il recupero delle peri
ferie, Comune di Roma)
Daniel Modigliani (Dirigente ATER, Comune di Roma)
Tom Rankin (Coordinatore California Polytechnic State Institute Rome Program in
Architecture)
Alessandro Camiz (Direttore del seminario “Architettura e Città“)
Paolo Carlotti (Direttore seminario, Laboratorio di Progettazione 2)
Ingresso libero, la cittadinanza è invitata
A cura di:
Alessandro Camiz
alessandro.camiz@uniroma1.it
3388713648 Lpa
Laboratorio di Lettura e Progetto dell’Architettura
http://w3.uniroma1.it/lpa
Tags: Casilino 23, workshop
Lettera di Massimo D’Alema
La lettera

Buongiorno,
mi trovo all’estero per un viaggio di lavoro previsto da mesi. Prima di partire sono riuscito a leggere alcuni messaggi arrivati dopo la puntata di Ballarò. Messaggi critici e duri, a volte anche spietati. E messaggi di solidarietà e affetto, di sollievo e incitamento.
Cosa è emerso da quei minuti di trasmissione? Nonostante mi aspettassi la provocazione del condirettore de il Giornale, ho reagito così perché il paragone tra due vicende che niente hanno a che fare tra loro – come chiunque può facilmente verificare e valutare – mi è parso intollerabile.
Non fui protagonista di nessuno scandalo, ma, al contrario, fui l’unico protagonista della decisione di lasciare la casa che avevo legittimamente in affitto da parte di un ente previdenziale. L’unico, perché nessun altro lo fece, e di ciò mi dette atto con parole di apprezzamento persino, allora, il Giornale.
Per questo ferisce sentir dire: «Lei se n’è andato, come Scajola», anche perché, mentre io me ne andai davvero dall’appartamento per il quale pagavo normalmente l’affitto, Scajola non ha affatto lasciato la casa che gli è stata pagata da altri «a sua insaputa».
Sono dispiaciuto della mia reazione e di aver provocato involontariamente disagio in alcune persone, anche se quella che mi è stata fatta non era l’osservazione di un giornalista, ma una gratuita ed evidente provocazione.
Grazie per aver voluto esprimere le vostre impressioni, cordiali saluti.
MASSIMO D’ALEMA
08 maggio 2010
Tags: d'alema





