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"Per me liberta' e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi puo' essere vera liberta' senza la giustizia sociale, come non vi puo' essere vera giustizia sociale senza liberta'." Sandro Pertini

Impeachment per Berlusconi

Impeachment per Berlusconi

di Gianluca Santilli

Il disprezzo del Premier per ogni regola, ogni legge, ogni dettato costituzionale che gli impedisca di fare quello che vuole è diventato talmente evidente da non impressionarci più.
Leggo l’appello di Vito Mancuso agli autori Mondadori ad analizzare le loro coscienze di fronte alla recente “legge ad aziendam” e rabbrividisco. Davvero c’era bisogno di un appello per risvegliare le coscienze di tanti intellettuali?
Si, forse si.
Perché anche se qualsiasi limite di decenza è stato superato, qualcuno, molti, paiono non accorgersi dell’arroganza del potere berlusconiano.
Molti lo fanno perché cortigiani di indole, qualcuno perché colluso con le sue perverse macchinazioni, la maggior parte perché stanchi.
Un popolo stanco in un Paese stanco.
Non è solo una frase ad effetto questa ma l’indice di qualcosa di più grave, uno dei chiari sintomi di un Paese malato.
E la cosa peggiore è che ci stiamo abituando alla malattia, a convivere con essa, senza tentare di curarla quasi fosse un inguaribile morbo. Ed infatti  nemmeno ci indigniamo più di fronte a certe bordate che paiono sempre più agli editti di un monarca perverso.
Berlusconi va mutando sempre più il suo essere imprenditore, politico, istrione, in quello del sovrano “Re Silvio”, signore e padrone dell’Italia, circondato di adulatori, servi, buffoni e cortigiani sempre pronti a dare del cospiratore e del nemico dello stato a chiunque osi contraddirlo.
La cosa tragica, dicevo prima, è che ci stiamo abituando alla vita di corte ed abbiamo perso di vista il vero significato di libertà. La libertà cioè dei cittadini, molto diversa da quella dei sudditi e dei servi, come ci fa notare Maurizio Viroli nel suo  “La libertà dei servi”. Quella libertà cioè di “non essere dipendenti da un uomo o da alcuni uomini che hanno sopra di noi un potere arbitrario enorme ”.
Come appunto nel caso di Silvio Berlusconi. E proprio riflettendo sull’enorme potere che si concentra nelle mani del nostro “monarca”, mi sono chiesto perché ci stiamo abituando a questa pavida condizione e come possa essere successo tutto ciò.
Dice Giovanni Sartori: “le cose che mi spaventano sono oramai parecchie; ma il livello di soggezione e di degrado intellettuale manifestato in occasione dell’approvazione del lodo Alfano da una maggioranza di “onorevoli” mi spaventa molto di più. E’ come se fossero collaboratori domestici. Altro che bipartitismo compiuto! Qui siamo al sultanato, alla peggiore delle corti.”.
E cosa altro sono la “cricca” della ricostruzione aquilana, quella dei mondiali di nuoto, quella della banca di Verdini, se non dei gruppi di cortigiani ed adulatori devoti pronti a saccheggiare le casse dello Stato?
E tornando al popolo,perché abbiamo smesso di indignarci?
Perché molti paiono devastati da una profonda depressione sintomo di un profondo malessere di fronte al quale sembrano accettare ineluttabilmente i pronunziamenti  della corte di Re Silvio. Sfiduciati, stanchi, depressi, molti sembrano solo attendere la bancarotta, il tracollo, il disastro. Alzi la mano chi non ha mai udito in un bar o dal parrucchiere la fatidica frase “faremo la fine dell’Argentina o della Grecia”.
Eppure ciò che più dovrebbe far indignare  i cittadini dovrebbe essere questa imparzialità della giustizia, questo calpestare il principio di uguaglianza, questa negoziabilità della legge, questo rincorrere nuovi editti pronti a cancellare o depenalizzare ipotesi di reato.
Quello che mi chiedo ora è: il nostro premier, con il suo comportamento illiberale ha o no tradito lo spirito della nostra repubblica democratica?
A mio parere si ed in un più punti che mi accingo a enumerare.
1.    L’uguaglianza di fronte alla legge. Perché in una repubblica vi sia una vera libertà à presupposto indispensabile che tutti siano sottoposti alle leggi e che queste siano quindi più potenti degli uomini. Con il lodo Alfano e con i continui artifizi il premier Berlusconi da tempo non è più uguale agli altri di fronte alla legge. In democrazia il diritto non è mai in conflitto con la legge: l’obbedienza ed il rispetto delle regole sono garanzia di legalità e libertà. Proprio in questi giorni il Premier, invece di dedicarsi ai problemi degli italiani, sottopone ai Finiani l’ultima delle sue trovate, anzi delle trovate dei suoi avvocati, da sempre impegnati a scovare leggi e cavilli che lo assolvano comunque o che gli permettano di rimandare a “nonsisaquando” i suoi problemi giudiziari. Che cos’altro è un artifizio che consente ad un indagato come Brancher di essere nominato ministro se non un tentativo di non essere uguali di fronte alle leggi?
2.    Il rispetto della tripartizione dei poteri dello Stato. I nostri padri costituenti avevano previsto un meccanismo per cui nessuno dei tre poteri in cui era ripartito lo stato (esecutivo, legislativo e giudiziario) potesse avere il sopravvento sugli altri.   Ora su quest’ultimo punto ci sarebbero libri da scrivere per snocciolare le migliaia di casi in cui Berlusconi ha infranto quel delicato equilibrio. Mi limito a richiamare alla vostra memoria tutte le volte in cui ha delegittimato il lavoro della magistratura denigrando i giudici e tutte le volte che ha di fatto esautorato dai suoi compiti il potere legislativo delle due camere  procedendo a colpi di fiducia.
Detto questo allora mi chiedo: Berlusconi ha o no tradito il giuramento fatto sulla Costituzione all’atto del suo insediamento?
E se si, perché non si è mai avviata una procedura di impeachment del Premier?
Se si legge qualunque manuale si scienza politica si evince con chiarezza che qualunque sovvertimento dell’equilibrio di questi poteri equivale ad una svolta autoritaria.
Dunque, qualcuno può spiegarmi perché abbiamo smesso di indignarci e di osservare le leggi?
Chiediamo l’impeachment del Premier.

post scriptum

Nei giorni scorsi il sindaco di Roma, Alemanno, ha pronunziato  la sua ennesima boutade estiva.
Mi riferisco all’idea di tassare manifestanti e cortei per venire incontro alle spese che il Comune affronta ogni volta che si decide di manifestare a Roma, la Capitale d’Italia.
Senza nemmeno voler intavolare una discussione sui diritti, parola certamente sconosciuta al nostro sindaco, mi limito a far notare che si tratta sicuramente di un bel problema per il primo cittadino, proprio nei giorni in cui la Cgia di Mestre ci fa sapere che le famiglie romane sono le più indebitate d’Italia…
Ecco, molti di noi hanno etichettato l’uscita di Alemanno come una boutade, una sciocchezza, una estemporanea esternazione per attirare l’attenzione senza nulla di concreto. Ma non è così…
Ed Alemanno infatti somiglia sempre più ad un vassallo di “Re Silvio” circondati entrambi di adulatori, servi, buffoni e cortigiani e pronti con le loro stravaganti esternazioni a calpestare i nostri diritti.
Chissà perché mi tornano alla mente le parole di Shakespeare nell’Enrico IV: “Signori, il tempo della vita è breve e se viviamo, viviamo per calpestare i re”.

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. 24 Aug 10 | Circolari | Comments (0)

ORTI URBANI E ROMA UN BEL DONO FATTO DALLA SINISTRA ALLA DESTRA LOCALE

Caro AMICO STORICO DELLA SINISTRA, Paolo Allegrezza, dato il tuo impegno di riflessione sulle vicende della sinistra locale penso che possa essere di tuo interesse il resoconto che segue.

 

Stamattina, alla presenza delle autorità comunali, sindaco Alemanno in testa, con giornali, televisioni, cittadini, funzionari……… e buffet, ha avuto luogo l’inaugurazione del primo “Parco ad Orti” nel Municipio XVI, lungo via della Consolata.

 

Sono state dette le parole necessarie, dai diritti dei bambini all’agricoltura sociale, dalla protezione delle aree verdi alla conservazione del rapporto città campagna……, parole in gran parte imparate a memoria, ma condivisibili.

Data la storia dell’iniziativa, che verrà di seguito sintetizzata, è evidente come la sinistra locale, che ha condotto le giunte precedenti, abbia fatto, in questo caso, un cospicuo dono alla destra.

 

Cronistoria minima:

>1900: Istituzione dei primi lotti ad orti urbani regolamentati in Europa;

>1960: Presenza di aree ad orti urbani regolamentati in diverse città del nord Italia;

1980: Avvio degli studi sugli orti urbani in Italia e delle sollecitazioni nei confronti dell’Ente locale Comune di Roma;

1984: Pubblicazione del volume “Orti Urbani una risorsa”, di Italia Nostra, con la Franco Angeli;

 

> 1984:

Continuazione delle sollecitazioni. Mentre nel nord Europa e nel nord Italia gli orti urbani vanno diventando una realtà sociale gestita a Roma rimangono un fenomeno spontaneo, con tutti i pregi ed i limiti che ciò comporta.

 

> 2000:

La cultura politico - ambientale ed urbanistica romana non raccoglie le sollecitazioni che vengono dalle associazioni e dagli esperti fino all’anno 2000.

In quell’anno i responsabili tecnici dell’Assessorato all’Ambiente del Comune, (Sindaco Veltroni, Assessore all’Ambiente Loredana De Petris, Direzione dell’Arch. Stefano Mastrangelo) istituiscono l’Ufficio Orti Urbani del Comune di Roma che avvia, con la consulenza dell’Associazione SAP (Silvicultura Agrocultura Paesaggio) il censimento degli orti urbani spontanei e la redazione del Regolamento.

Si propone in questa sede l’idea del “Parco ad Orti”.

Si avvia la progettazione del primo Parco ad Orti;

 

La Giunta che segue (Sindaco Veltroni, Assessore all’Ambiente Dario Esposito) conserva l’Ufficio Orti Urbani che continua a progettare l’unico “Parco ad Orti” ipotizzato, ma non lo realizza. Le sollecitazioni delle Associazioni e degli esperti cadono nel vuoto.

 

2008: Cade la Giunta Veltroni;

2010: Inaugurazione del primo “Parco ad orti”, con annunci di espansioni ed avvio di altre iniziative negli altri Municipi……

 

Conclusioni

Caro amico storico della sinistra, soprattutto locale, il primo Parco ad orti c’è. Hanno tagliato il nastro, si sono messi di profilo ed hanno fatto vedere come sono bravi e belli, hanno avuto in dono un cesto con le verdure ivi prodotte.

E’ probabile che rimanga l’unico per molto tempo, ma, comunque, c’è.

 

Quanto accaduto sollecita, necessariamente una domanda:

Perché la sinistra, a lungo al Governo della città ha perso questa opportunità di creare un servizio apprezzato dai cittadini, di utilità ambientale ed urbanistica, a costi minimi, con importanti ricadute di consenso potenziale ?

 

Le componenti della possibile risposta sono molte ed ogni lettore può svilupparle.

Và però esplicitato che chi avrebbe potuto fare, chi avrebbe potuto ascoltare, decidere, stimolare, organizzare, in altre parole, governare, e non lo ha fatto, ha prodotto un danno all’ambiente, alla città, ai cittadini ed agli elettori che avevano contribuito a che fosse in quel posto.

 

Tuo

Franco Paolinelli

 

 

 

 

 

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. 23 Jul 10 | Circolari | Comments (0)

RIPENSARE IL CASILINO 23

 

RIPENSARE IL CASILINO 23
WORKSHOP INTERNAZIONALE DI RIPROGETTAZIONE URBANA
ASSOCIAZIONE CULTURALE CASALE GARIBALDI
Facoltà di Architettura “Valle Giulia”
S.A.C. - Corso di Laurea in Scienze dell’Architettura e della Città

Laboratorio di Progettazione 2A, Prof. G. Strappa A.A. 2009/2010
Con il Patrocinio della Consulta dei Beni Culturali dell’Ordine degli Architetti P.P.&C. di Roma e Provincia

Giovedì 17 giugno ore 9,00
- Presentazione del workshop
- Lavori dei seminari
Venerdì 18 giugno h. 9,00
- Lavori dei seminari

Dal Casilino 23 a villa de Sanctis
Venerdì 18 giugno 2010, ore 18.00
ASSOCIAZIONE CULTURALE CASALE GARIBALDI
Via Romolo Balzani, 87 (Villa De Sanctis) Roma
Saluti: Giammarco Palmieri (Presidente, Municipio Roma 6)
Sandro Sanguigni (Assessore all’urbanistica, Municipio Roma 6)
Pino Bendandi (Presidente Associazione culturale Casale Garibaldi)
Coordina: Giuseppe Strappa (Presidente del corso di Laurea in Scienze dell’architettura e della
città, Facoltà di Architettura “Valle Giulia”)
Intervengono: Marco Corsini (Assessore all’urbanistica, Comune di Roma)
Francesco Coccia (Direttore Dip. XVI - Politiche per lo sviluppo e il recupero delle peri
ferie, Comune di Roma)
Daniel Modigliani (Dirigente ATER, Comune di Roma)
Tom Rankin (Coordinatore California Polytechnic State Institute Rome Program in
Architecture)
Alessandro Camiz (Direttore del seminario “Architettura e Città“)
Paolo Carlotti (Direttore seminario, Laboratorio di Progettazione 2)
Ingresso libero, la cittadinanza è invitata
A cura di:
Alessandro Camiz
alessandro.camiz@uniroma1.it
3388713648 Lpa
Laboratorio di Lettura e Progetto dell’Architettura
http://w3.uniroma1.it/lpa

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ACQUA BENE PUBBLICO

Vi allego la locandina per l’assemblea di Martedì 11/05/2010 alle ore 17,30 che si terrà nei  locali del Circolo Villa Gordiani in via Venezia Giulia, 71/75 .L’iniziativa, organizzata dal circolo “Villa de Sanctis” e dal coord.del VI Municipio, ha come argomento la privatizzazione dell’acqua e la nostra opposizione al disegno di legge del Governo, a come contrastarlo a partire dalla raccolta di firme per i referendum abrogativi. Saranno presenti oltre l’assessore al bilancio della Provincia di Roma, il Presidente del VI Municipio, Francesco Proni segr. del circolo Acea, Marco Filippetti in rappresentanza del Comitato referendario del VI Municipio.

Luciano Chiolli

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. 06 May 10 | Circolari | Comments (0)

Insieme per il futuro di Roma


Insieme per il futuro di Roma,

 contro gli aumenti delle tariffe e l’esercizio provvisorio.

 

 

Carissime e carissimi,

come saprete il bilancio di previsione 2010 del Comune di Roma non è stato ancora approvato e tutti i romani ne stanno pagando le conseguenze: in termini di servizi, di mancata programmazione, di concreti rischi di aumenti delle tariffe per servizi sempre più scadenti.

 

Per questi motivi, dopo aver denunciato come PD di Roma già nelle scorse settimane il rischio di paralisi dell’amministrazione capitolina, insieme alle altre forze politiche, ai movimenti e alle associazioni abbiamo indetto due giorni di manifestazioni e protesta per i prossimi 12 e 13 maggio.

 

Il 12 maggio saremo  all’Alpheus  in Via del commercio, 36  dalle ore 17.00  con  i Presidenti di Municipio e gli eletti nei Municipi.

 

Il 13 maggio insieme a tutte le forze di Centro-Sinistra saremo dalle ore 17,30 a Piazza del Campidoglio.

 

Si tratta del primo momento significativo di mobilitazione della città verso questa amministrazione; è particolarmente importante attivare tutti i militanti, le associazioni e i comitati di quartiere, tutte le forze sociali di questa città per queste due date.

 

È arrivato il momento di raccontare alla città tutte le mancanze di questa giunta, è arrivato il momento di coinvolgere i romani in una grande mobilitazione per la difesa dei propri diritti e – ancor di più- per rivendicare per sé e per Roma un futuro diverso e migliore.

 

In questa battaglia, una battaglia PER ROMA; il contributo e l’apporto del Tuo circolo, dei cittadini del tuo quartiere è di vitale importanza.

 

Per questo il 13 maggio per poter meglio affermare la nostra presenza in piazza ti chiedo di portare le bandiere e lo striscione del tuo circolo.

 

 

 

Marco Miccoli

 

Partito Democratico di Roma

Via del Tritone 102 - 00187

Tel 06/4870003 – Fax 06/4870005

Sito web: www.pdroma.net

E-mail: info@pdroma.net

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. 05 May 10 | Circolari | Comments (0)