25 anni dalla scomparsa di Berlinguer: questione morale

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CONSIDERAZIONI INATTUALI CONTRO LA LEGGE ELETTORALE EUROPEA
CONSIDERAZIONI INATTUALI
CONTRO LA LEGGE ELETTORALE EUROPEA
La legge elettorale per le europee merita alcune considerazioni inattuali. Per il resto, c’è poco da dire, è coerente con tutto ciò che il PD ha sostenuto in passato. La coerenza, però, può anche far male se mal riposta.
Da tre lustri in Italia tutti i partiti calibrano le proprie strategie politiche su apposite riforme elettorali. Ciò ha portato ad una vera e propria bulimia legislativa: quasi ad ogni elezione si sono scritte le regole, spesso a pochi mesi dal voto. Ad ogni istituzione si è attribuito un diverso modello elettorale. Mancava solo il livello europeo e ciò procurava un horror vacui ai nostri politologi.
Si fanno i soliti confronti con altri paesi per dimostrare che hanno quasi tutti una soglia intorno al 4%. È vero, ma si dimentica di confrontare la cosa più importante. In nessun Paese europeo si cambia la legge quasi ad ogni elezione. Ci siamo assuefatti anche a questo, lo consideriamo normale, ma è una delle tante forme di degrado della democrazia italiana. Soffro nel sentirla definire un successo dai nostri dirigenti.
Eppure stavolta c’è una novità, forse il meccanismo si rivelerà dannoso per chi lo ha proposto. Il Pd rischia di spingere verso l’astensione una parte di elettori pur di obbedire all’ideologia della riforma elettorale. E le divisioni della sinistra radicale hanno distrutto l’Arcobaleno proprio adesso che poteva ottenere il quorum. Con il beato autolesionismo del centrosinistra si rischia di perdere milioni di voti.
La bulimia legislativa è il sintomo della malattia politologica ormai cronicizzata. Si dice la soglia serve contro la frammentazione. Quando c’erano i partitini dell’Unione il Pd era unito e anche la coppia Ds-Margherita. Ora che siamo rimasti soli la frammentazione ci è entrata in casa, tanto che è stato difficile prendere posizione su quasi tutte le questioni politiche degli ultimi mesi: bioetica, sindacato, federalismo, Europa ecc. Il problema allora non è politologico, ma riguarda il progetto politico. Se non la smettiamo di mettere la forma prima della sostanza l’idea del PD rischia di fallire. Vocazione maggioritaria significa costruire in Italia un moderno partito popolare, operando sul radicamento sociale, sulla cultura politica e sulla chiarezza dei programmi. E’ un duro lavoro che richiede passo lungo e non ammette scorciatoie elettorali.
Sono ammirato per la sapienza tattica dei nostri dirigenti nella trattativa col centro destra. Sono innegabili i risultati raggiunti. Tante energie sono state spese per il “come” si vota alle europee. Niente si è ancora fatto per il “che cosa” si vota alle europee. Qual è la nostra idea di Europa nel nuovo ciclo geopolitico mondiale? Dove andranno a sedere i nostri parlamentari? Buio pesto.
Infine non potevano mancare i sondaggi a favore della scelta. I cittadini vogliono la semplificazione, si dice. Ma forse non è stata fatta la domanda cruciale per capire le vere preoccupazioni degli italiani. Rischiano di dare un segnale sbagliato. La politica risolve più rapidamente i propri problemi rispetto a quelli del Paese.
Questo avrei voluto dire alla riunione del Gruppo se ci fosse stato tempo per una discussione inattuale; ma non è stato possibile, perché vince sempre l’attualità. Ho rispettato la disciplina nel voto in aula e ho votato contro nel Gruppo per ricordare a noi tutti che di attualità però si può anche morire.
WALTER TOCCI
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LE PROPOSTE DEL PD PER RILANCIARE I CONSUMI DIFENDERE IL LAVORO E USCIRE DALLA CRISI
LE PROPOSTE DEL PD
ore 18.00 Via Castelforte, 12
INCONTRO DIBATTITO CON :
Circolo Tor de’ Schiavi - Via Castelforte, 12
http://tds.ilcannocchiale.it/
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